Colonnina ricarica auto elettrica condominio: regole e prezzi

Gli incentivi per le auto elettriche a partire dal 2019 porteranno sicuramente una crescita nel mercato EV, ultimamente forte del segno positivo nonostante volumi ridotti. Per le auto elettriche avere un box per la ricarica a casa è utilissimo per raggiungere il massimo dei benefici, sfruttando la tariffa casalinga spesso inferiore rispetto alle colonnine pubbliche. Come abbiamo visto nella guida alla ricarica, però, il cavo EVSE per la ricarica “centellinare” non è l’ideale (salvo percorrenze giornaliere davvero esigue) e la scelta dovrebbe ricadere su un wallbox o una colonnina di ricarica condominiale se si vive in un contesto con più unità abitative.

Con il decreto legislativo 257/2016 l’Italia ha fatto un notevole passo in avanti verso la copertura del territorio, recependo la direttiva europea. Approvato a gennaio, il decreto è ormai entrato in vigore con il 2018 e la normativa colonnine ricarica auto elettriche obbliga a predisporre punti di ricarica nei nuovi edifici residenziali con almeno 10 unità abitative, includendo anche edifici a diverso uso con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e gli edifici soggetti a ristrutturazione profonda.

In tutti questi casi sarà obbligatorio predisporre un numero di punti di ricarica pari al 20% dei posti auto presenti. Ricordate però che il decreto parla di predisposizione, ben divera dall’installazione effettiva di una stazione di ricarica che può avvenire in un secondo momento. E sì, il termine “colonnine” tecnicamente non è il migliore, ma è quello colloquialmente in uso.